Promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), le 13 Case delle Tecnologie Emergenti (CTE) sono centri di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico che sviluppano progetti basati sull’impiego di tecnologie emergenti a supporto delle reti di nuova generazione.
Dalle strade connesse di Torino ai musei immersivi di Genova, dai dati per la salute a Taranto alla mobilità urbana di Bologna e Cagliari, fino alla sicurezza infrastrutturale dell’Aquila, agli Stati generali di City Vision le CTE hanno dimostrato come 5G, AI e tecnologie immersive possano trasformarsi in servizi concreti e indispensabili per cittadini e imprese.
Grazie a partenariati pubblico-privati, asset condivisi e modelli replicabili, questa rete di centri permette di trasformare progetti pilota in soluzioni scalabili, generando un vero ecosistema di servizi: piattaforme per mobilità e gestione del traffico, comunità energetiche, strumenti innovativi per cultura e turismo, e soluzioni per sicurezza, salute e ambiente. Una sinergia concreta che converte l’innovazione in valore pubblico, producendo impatti tangibili per territori, imprese e amministrazioni.
In occasione degli Stati Generali, il progetto CTE ha ricevuto il Premio Speciale City Vision, assegnato “per aver promosso un modello di innovazione diffusa che avvicina cittadini, imprese e ricerca, trasformando la sperimentazione tecnologica in sviluppo territoriale e favorendo la nascita di ecosistemi locali dell’innovazione basati su collaborazione, trasferimento di competenze e crescita sostenibile.” Il riconoscimento conferma l’impegno del Ministero nel promuovere politiche di innovazione a supporto delle città e delle imprese, riconoscendo alle CTE un ruolo centrale nella diffusione delle tecnologie emergenti e nella valorizzazione delle competenze territoriali.
Tecnologie emergenti al servizio di territori e cittadini
A Torino, la Casa delle Tecnologie Emergenti – CTE NEXT ha costruito un modello maturo di centro di trasferimento tecnologico diffuso. Qui le tecnologie emergenti abilitate dal 5G (AI, IoT, Blockchain) vengono testate su verticali strategici come Smart Road, Urban Air Mobility, Industria 4.0 e servizi per la smart city. L’Urban Testing 5G consente a startup e PMI di provare soluzioni in condizioni reali, affiancate da un catalogo strutturato di servizi: analisi dei fabbisogni, mentoring, accelerazione e accesso a un’infrastruttura multiservizio indoor/outdoor.
Dentro questo ecosistema si trovano realtà come Neosyn Srl, che sviluppa piattaforme e soluzioni enterprise integrate con AI, machine learning, IoT e digital marketing per aziende e pubbliche amministrazioni, con un focus su cultura, entertainment e industria 4.0. e progetti come “Musei nel Metaverso” di Fondazione Links con Fondazione Torino Musei, che grazie alla realtà estesa rendono accessibile e interattiva una collezione museale non fruibile, portando gli studenti a creare la propria medaglia rinascimentale in VR e a vederla esposta, stampata in 3D, nel museo fisico: una sperimentazione che diventa servizio educativo e culturale.
Anche CTE COBO a Bologna contribuisce a sostenere l’ecosistema imprenditoriale, con l’obiettivo di fare della città un polo diffuso di innovazione digitale. Qui il 5G abilita sperimentazioni che coinvolgono IoT, intelligenza artificiale, edge-cloud computing, blockchain, realtà aumentata e virtuale, quantum technology e HPC, applicate a tre grandi filiere: industria 4.0, servizi urbani innovativi e industrie culturali e creative. L’obiettivo è rafforzare l’ecosistema locale facendo perno su Bologna Innovation Square, il polo di innovazione diffusa della CTE COBO dove ricerca, imprese e startup collaborano per sviluppare e trasferire tecnologie emergenti, generando crescita, occupazione e competenze.
Tra i progetti presentati agli Stati generali, Trafficlab lavora sulla gestione intelligente del traffico e dei parcheggi, con sistemi di monitoraggio in tempo reale (Traffic FLOW), videocamere per il parking detection e sensori IoT per il controllo ambientale, meteorologico e della regolazione semaforica: strumenti che rendono la mobilità urbana più efficiente e sicura.
In Sardegna, la CTE – Cagliari Digital Lab sostiene la trasformazione del capoluogo in una smart city mediterranea orientata a mobilità sostenibile, turismo, gestione intelligente dell’energia e green & blue economy. La Casa mette a disposizione infrastrutture avanzate - come la piattaforma di quantum computing, reti 5G indoor e outdoor, cloud per AI e deep learning – e programmi di accelerazione e contamination bootcamp sviluppati con l’Università di Cagliari, offrendo a startup e PMI uno spazio dove trasformare idee in soluzioni testate sul territorio.
In questo contesto si inserisce la piattaforma di WiData, che integra hardware e software per raccogliere e monitorare dati urbani e inviarli in tempo reale alla sala di controllo del Comune: un servizio che migliora la gestione degli spazi pubblici e rende più data-driven le politiche urbane.
Il tema dell’energia e della sostenibilità è affrontato anche attraverso altre realtà presenti agli Stati generali, legate alle CTE del network nazionale. HexErgy (CTE Molise) propone una piattaforma completa per la creazione e la gestione di comunità energetiche rinnovabili, con quattro strumenti che coprono tutte le fasi: dalla pianificazione iniziale alla gestione e ottimizzazione continua. Un esempio di come le CTE stiano accompagnando territori e amministrazioni verso modelli energetici più partecipati e sostenibili.
Sul fronte della mobilità, accanto alle soluzioni di gestione del traffico, emergono servizi pensati per ripensare il possesso del veicolo. Volvero (CTE Pesaro) si propone come l’Airbnb dei veicoli: una piattaforma che permette ai proprietari di condividere auto e mezzi con altri utenti in modo sicuro, riducendo l’impatto ambientale e sociale della mobilità, migliorando l’accesso agli spostamenti e contribuendo all’inclusione, soprattutto nelle aree e per le fasce di popolazione meno servite dai sistemi tradizionali.
CTE: cultura e turismo tra innovazione e fruizione
Un ulteriore aspetto dei servizi offerti dalle CTE riguarda la cultura e il modo in cui cittadini e turisti fruiscono del patrimonio materiale e immateriale.
A Napoli, la CTE Infiniti Mondi è il centro dedicato alle industrie culturali e creative, con un focus su audiovisivo, gaming e nuovi linguaggi immersivi. Il progetto unisce laboratori di formazione e trasferimento tecnologico, un polo di incubazione e accelerazione e la collaborazione con il Comune per costruire una smart city e smart community fondata su nuovi modi di produrre e fruire contenuti culturali. All’interno di questo ecosistema sono stati sviluppati casi d’uso che vanno dalle esperienze immersive multipiattaforma per visitare virtualmente luoghi storici come l’Albergo dei Poveri, il sito archeologico di Baia o la Cappella Brancacci, ai modelli HBIM per siti e quartieri simbolo del territorio, fino ad applicazioni 3D e aptiche, digital twin e piattaforme basate su Web 3.0, blockchain e machine learning per eventi culturali, analisi del sentiment dei visitatori, certificazione dei diritti d’autore, gamification e sviluppo di videogiochi.
In Liguria, la CTE Genova – Opificio digitale per la Cultura è focalizzata sulla conservazione e fruibilità del patrimonio culturale grazie a tecnologie emergenti (IoT, AI, realtà aumentata, virtuale e immersiva, blockchain) abilitate da infrastrutture 5G/6G. L’obiettivo è trasformare il patrimonio genovese in un museo diffuso, dinamico, immersivo, inclusivo, attrattivo ed esperienziale, attraverso percorsi immersivi per cittadini e turisti, sistemi per la gestione e valorizzazione dei depositi, strumenti per conservazione e restauro e soluzioni per sicurezza e logistica dei luoghi della cultura.
In questo ecosistema, realtà come Madlab 2.0 portano sul campo servizi educativi e interattivi: corsi di robotica, elettronica creativa e stampa 3D per bambini, ragazzi e adulti, oltre a robot interattivi utilizzati in musei, centri commerciali e aziende per accoglienza e intrattenimento. L’obiettivo è rendere l’esperienza culturale più coinvolgente, accessibile e inclusiva.
La direzione è condivisa da altre iniziative legate alle CTE di Pesaro e Roma. LOTS OF IDEAZ Srl (CTE Pesaro e Roma), con il servizio WhatsArt, trasforma ogni smartphone in un’audioguida interattiva: sfruttando WhatsApp come piattaforma di comunicazione, crea audioguide intelligenti e divertenti per musei, luoghi della cultura e city tour, offrendo un’esperienza di visita personalizzata e adattabile a qualsiasi contesto culturale o turistico. È un servizio che mette insieme semplicità d’uso, linguaggi digitali e nuove esigenze di pubblico.
Sempre a Pesaro, Open Stage Srl porta l’intrattenimento urbano dentro la logica delle smart cities: totem tecnologici prenotabili tramite app, dotati di impianto audio, mixer, luci LED e dispositivi IoT, che permettono di organizzare eventi dal vivo in spazi pubblici e privati outdoor. Open Stage non è solo un “palco condiviso” per artisti e community – una piattaforma di aggregazione sociale e culturale – ma anche una vera smart city station, con sensori per il conteggio dei flussi, il live streaming e il monitoraggio della qualità dell’aria. Cultura, dati e città si incontrano in un unico servizio.
In questo quadro si inserisce anche il progetto HER – She Loves Data di CINECA a Bologna, che utilizza dati e intelligenza artificiale per trasformare ricerca scientifica in esperienze culturali ed estetiche: un ulteriore tassello di un sistema in cui la cultura è anche campo di sperimentazione tecnologica.
Salute, ambiente e sicurezza: la tecnologia al servizio del bene comune
Accanto a mobilità, energia e cultura, le Case delle Tecnologie Emergenti lavorano su fronti strategici per la salute, l’ambiente e la sicurezza, temi che toccano direttamente la vita quotidiana delle persone.
A Taranto, la CTE CALLIOPE è dedicata al paradigma One Health, che lega salute umana, animale e ambiente. Grazie a tre infrastrutture chiave – l’Urban Health Center per la salute urbana e il biomonitoraggio, l’ETEX-hub per tecnologie IoT, edge computing, 5G/6G e droni nel monitoraggio ambientale, e il COHRE con la prima infrastruttura di High Performance Computing del Sud Italia – la CTE può raccogliere, elaborare e restituire grandi quantità di dati a supporto di politiche pubbliche più consapevoli.
Tra le realtà presenti agli Stati generali, Befreest sviluppa sistemi intelligenti per il monitoraggio della qualità dell’aria indoor, riducendo il rischio legato agli inquinanti negli ambienti chiusi: un servizio che contribuisce in modo concreto alla prevenzione e alla protezione della salute in contesti urbani e lavorativi.
All’Aquila, la CTE SICURA è dedicata alla sicurezza delle infrastrutture, dell’ambiente, delle città e alla cybersecurity. Sfruttando le potenzialità del 5G – dall’IoT massivo al network slicing – lavora su applicazioni orientate alla mitigazione degli effetti di eventi critici naturali e antropici e al supporto delle fasi emergenziali. La presenza di un’infrastruttura sperimentale 5G, del centro ZIRC, di una rete ottica metropolitana e delle competenze dell’Università dell’Aquila rende la città un laboratorio ideale.
La CTE SICURA si propone come punto di ingresso alle tecnologie emergenti per le Pmi e come ponte tra ricerca e sistema economico, con sportelli di consulenza, open call e progetti di monitoraggio strutturale e ambientale, anche in sinergia con altre CTE come Matera. In questo ecosistema, Netf drone offre un servizio integrato di rilievi e ispezioni ad alta precisione tramite droni industriali, con restituzione dei dati in ambienti 3D, Bim, Cad e Gis anche in contesti complessi e difficilmente accessibili. Grazie a fotogrammetria, LiDAR e termografia, questi strumenti supportano il controllo dello stato di infrastrutture e territori, contribuendo agli obiettivi di sicurezza e resilienza perseguiti dalla CTE.
In questo quadro, le Case delle Tecnologie Emergenti del MIMIT si confermano come centri concreti di innovazione, capaci di trasformare ricerca e sperimentazione in sviluppo reale per cittadini e territori.